Testimonial
Forse vi ricordate di me, sono stato testimonial per un paio di anni dell'acido muriatico Nosferatu. Sui cartelloni pubblicitari delle più grandi città accostavo una bottiglia di Nosferatu alla mia brutta faccia con la stessa espressione compiaciuta che un sommelier riserverebbe a un vino d'annata. C'erano poi gli spot trasmessi a rotazione su tutti i canali televisivi, tutti simili, ogni volta proponevo a una casalinga sbalordita una bottiglia di Nosferatu come soluzione a tutti i tipici casi di sporco incrostato. Nel finale sempre io, con la bottiglia di acido Nosferatu accanto alla mia brutta faccia.
Ero di turno al palazzo degli uffici, ripassavo a fondo con uno straccio umido il corridoio di linoleum quando il tizio dell'agenzia pubblicitaria era sbucato da una porta e, osservandomi in preda a una sorta di incanto, aveva detto: «Porca miseria!»
«Ce l'ha con me?»
«Fatti vedere bene, stai dritto per favore.»
Ero rimasto impalato e quasi senza respirare come per una visita dall’otorino. Il tizio della pubblicità mi aveva bloccato mettendomi due dita sotto il mento, mi aveva guardato davanti, poi di profilo, aveva detto: «Porca miseria! Hai un minuto? Vieni, siediti.»
Mi ero seduto davanti alla grande scrivania tenendo ancora lo scopettone in mano. Il tizio della pubblicità aveva detto: «La faccio breve. Dobbiamo promuovere Nosferatu, un acido muriatico innovativo. Ora non mi perdo in fronzoli. Il punto è questo: la gente pensa all'acido muriatico come a una sostanza pericolosa, da usare con cautela. È giusto, ma noi vogliamo che Nosferatu entri nella quotidianità delle famiglie, che l'uso dell’acido diventi più frequente. Per questo ci serve un testimonial brutto, anzi bruttissimo, ma che sprigioni simpatia. Amico, senza offesa, tu hai la faccia perfetta! Non sai quanto tempo è che stiamo cercando un volto come il tuo.»
Questa è una storia di fantasia
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