Siamo andati di nuovo a trovare Marco perché abbiamo scoperto che l'attore famoso, quello morto che sta accanto a Sara, in realtà è ancora vivo. Sara per poco non ci è rimasta secca perché ha visto in televisione che l'attore morto riceveva un premio alla carriera, da vivo, e appena entrata in casa di Marco ha gridato isterica: «Come me lo spieghi? Come me lo spieghi, eh? Come me lo spieghi?» poi è scoppiata a piangere. Allora coi pugni sui fianchi abbiamo continuato noi in coro: «Già! Come ce lo spieghi? Eh? Come ce lo spieghi? Come glielo spieghi? Sentiamo!»
Solo in quel momento è emersa la grandezza di Marco che, senza scomporsi, seduto comodamente sulla poltrona di velluto blu, ha sollevato il bicchiere di wiskie verso di noi, come in un brindisi, e ha detto: «Tranquilli ragazzi, questo succede perché il tempo è circolare.»
Cazzo! Siamo rimasti ammutoliti, noi e la nostra arroganza, la nostra supponenza nei confronti di un uomo che conosce il mistero dell'Universo. Il tempo è circolare: bum! Questo spiega tutto. O meglio, se mi ci metto bene a pensare deve essere proprio così: il tempo è circolare. Quando avrò un po' di tempo ci penserò e sarà tutto chiaro. Magari con carta e penna alla mano, non so. Però in qualche modo già mi pare chiaro. Il tempo è circolare. Che figata spaziale! «Che significa che il tempo è circolare?» ha domandato Sara, sempre incline alla polemica e sotto sotto poco fiduciosa.
«Significa che il tempo dei morti è diverso dal tempo di noi vivi, è una dimensione parallela che ha un tempo dilatato che si ripete in un ciclo infinito. Quindi sono già presenti tutti i morti di ogni epoca, comprese le persone oggi ancora vive.»
«Wow!» ha detto Sara con un nuovo sorriso, «vuoi dire che ora lui è accanto a me?»
«Sì e sta ridendo alla grande.»
«Ah Tom, che burlone che sei!» ha detto Sara al suo morto ancora vivo, «ho temuto di non averti più qui accanto a me.»
Siamo andati a trovare Marco in prigione, uno alla volta ovviamente.
Questa è una storia di fantasia
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