I morti
Siamo andati a trovare Marco, lui ha questa capacità di vedere i morti che ti stanno accanto. Alcuni si vantano del morto che hanno accanto perché è quasi sempre un personaggio noto della storia, dello sport o dello spettacolo. Ora non vi sto a elencare tutti i morti che appaiono accanto ai compagni del salotto spiritico, ma vi assicuro che sono personaggi noti. Tutti tranne il mio, che invece non si sa chi sia, perché Marco non vuole dirmelo gratis. Al momento non mi va di spendere una fortuna per sapere chi è il morto, come invece hanno fatto i miei compagni del salotto spiritico. Questo un po' mi sconforta perché affrontare i problemi della quotidianità sapendo che accanto a te c'è Giulio Cesare o Abrahm Lincoln o Mahatma Gandhi o Bob Marley potrebbe incoraggiare. Inoltre quando sto solo con il mio morto non so cosa dire, non conosco i suoi interessi né la sua storia, così gli dico frasi sul tempo o gli racconto quello che ho visto in tivù o quello che ho mangiato a cena. Spesso parlo con il mio morto anche quando aspetto l'autobus, ma le persone non vedono il mio morto e quindi rispondono alle mie frasi pensando che io stia parlando con loro, tipo: «Beh sì, davvero bella giornata, caro signore.»
E io vorrei rispondere: andate aff@nculo, imbecilli che non siete altro! Non vedete che sto parlando con il mio morto? E invece dico: «Davvero una giornata straordinaria. Non ne vedevo una così bella dall'ultima volta che c'è stata una bella giornata.»
Così quando parlo con il mio morto conosco un sacco di vivi che però non mi lasciano dialogare in santa pace con il mio morto. Insomma, i morti gratis fanno compagnia, ma non sai il loro nome, né davvero chi siano e questo può destabilizzare. La notte, prima di addormentarmi, sento una musica al pianoforte famosa di cui non conosco il titolo. Arriva da lontano, forse dal sottosuolo.
Questa è una storia di fantasia
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