Un uomo da sposare

Egregio Signore Ubaldo,

padre illustrissimo di Francesca detta Francesca La Sciorna, mi presento me medesimo: sono Duilio detto lo Straccione, ma in verità sono possidente di sei vacche, due muli e svariate galine e conili e terreni coltivati sulla riva del fiume appena fuori dal paese, quelli vicino alle Torrette, pertantoché il soprannome è chiaramente frutto dell'invidia della gente tutta. Approposito ho scritto già una lettera al signor Mike Bongiorno per partecipare al Rischiatutto che qui in casa nostra seguiamo sempre volentieri e siccome so tutto sugli animali da stalla sicuramente diventerò milionario non appena il signor Mike Bongiorno mi chiamerà alla televisione.

Vi scrivo per chiedervi, con la massima umiltà e sottomissione, la mano di vostra figlia Francesca. Non ho ancora parlato con vostra figlia, ma quando ci incontriamo in paese io sorrido e lei pure, quindi penso che è cosa fatta. Le altre femine non mi sorridono e mi guardano anzi come se puzzerei, quindi siamo sicuramente molto morosi.

Ho già detto in familia che mi sposerò. Mio padre ha detto «Ah, e con chi?»

Ho detto con Francesca. Allora mio padre ha detto: «Ah, conosco di vista il padre. Ha una Fiat 850 bianca.»

Quindi se voi avete una Fiat 850 bianca mio padre vi conosce di vista e vi stima perché pure lui voleva comprare l'850, ma per ora tiene la Cinquecento.

Mia madre invece confonde Francesca La Sciorna con Francesca la figlia di Stelvio, quello che ha ammazzato il postino a palate due anni fa, ma anche mia sorella gli ha spiegato che non è la stessa persona. Mia madre è dubbiosa, dice che pure in familia finirà a palate, ma appena conoscerà Francesca sì pentirà e lo confesserà pure al prete, come fa sempre quando pensa male di qualcheduno. Quasi sempre.

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Questa è una storia di fantasia
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