Non si rapiscono i leoni

Ho rapito io il tuo leone, lo lascio davanti alla porta di casa tua insieme a questa lettera e ai cioccolatini. Mamma dice che devo darti spiegazioni e soprattutto che devo chiederti scusa. Ho tagliato l'orecchio al leone, l'ho visto fare in un film, non è uscito sangue, solo qualche cubetto di spugna. Mamma mi ha trovato con le forbici in mano, ha chiesto cosa stavo facendo e di chi era il leone. Ormai avevo l’orecchio in mano e le forbici, non ho detto niente, ho nascosto le forbici dietro la schiena. Mamma mi ha chiesto perché l’avevo fatto, non ho saputo rispondere, allora ha domandato se lo avevo fatto per avere la tua attenzione, ho risposto sì. Ho detto che tu giochi sempre con Francesco, Sara e Mattia, mai con me. Non vieni mai a giocare nel mio giardino, io mai nel tuo. Però vi guardo sempre giocare e mi piacciono i giochi che fate, soprattutto quello che uno si copre gli occhi con una benda e deve acchiappare gli altri che scappano. Sono bravo a fare quel gioco, soprattutto a non farmi prendere.

Mamma ha detto che non si rapiscono i leoni, che le bambine vanno sempre rispettate, che le cose si chiedono e si spiegano e che alle bambine per galanteria si regalano fiori o cioccolatini o poesie. Ho detto che però io non avevo né fiori, né cioccolatini, né poesie, solo un leone da rapire. Mi ha detto che ho fatto una cosa proprio brutta, da delinquente, e che i delinquenti vanno a finire in galera. Papà ha detto che mamma ha ragione. Ho detto che mi dispiaceva e che per farmi perdonare ti avrei fatto rapire il mio Dart Vader, anche se non ha le orecchie e quindi non gliele puoi tagliare, ma gli puoi spezzare la spada laser, anche se mi dispiacerebbe. Mamma e papà hanno detto che non è la stessa cosa, che quello che ho fatto non si può giustificare, poi mamma ha detto ahia accidenti, perché si è punta con l’ago mentre ricuciva l’orecchio.

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Questa è una storia di fantasia
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