L'alfiere e il cavallo
Mia figlia è quella vestita da cavallo. Sta rigida accanto al re nella parte centrale del palcoscenico.
«Perché Federica è vestita da cavallo?» sussurro all'orecchio di mia moglie.
«Sssshhhhh!» fa il signore seduto alla mia destra. Sul palcoscenico gli scacchi prendono vita in una noiosa sequenza di eventi, organizzano una qualche rivolta contro qualcuno, non capisco, la trama ha un effetto soporifero e costringe i muscoli del mio collo a strattonare la testa in caduta libera ogni volta che un colpo di sonno mi decapita. Mia moglie da sinistra somministra gomitate, l'applauso al termine della recita mi riporta tra i vivi.
Il rinfresco sparpaglia genitori e figli intorno ai tavoli, brusii e risate riverberano nell'ampiezza della sala. Inseguo mia moglie con un piatto di carta sul quale ho riposto una forchetta di plastica: «Insomma, non capisco, Federica è più il tipo da regina. Strano che non si sia imposta per quel ruolo.»
Mia moglie mi dà le spalle, preleva due tartine al prosciutto dal vassoio e le depone nel piatto, si volta verso di me, dice: «Tu non capisci mai niente. Le piace quel bambino che fa il re.»
«E quindi?»
«Beh, non hai visto che il cavallo è stato accanto al re per quasi tutta la recita?»
Le viene da ridere, si copre la bocca con la mano e aggiunge: «Si sarà studiata il copione, no?»
«Ma dai! Le piace quel biondino sciocco?»
«È un bambino!» fa lei sbarrando gli occhi, «che cavolo dici?»
«Una cosa è un bambino, altra cosa è un biondino sciocco. Guardalo!»
Il biondino si è infilato due popcorn nel naso, fa smorfie strane, alcuni bambini ridono davanti a lui e tra loro c'è anche Federica.
«Santo cielo!» dico coprendomi gli occhi con la mano, «è davvero un pagliaccio! Un pagliaccio carismatico! La peggiore specie.»
«Finiscila! Non farti sentire!»
«Scommetto che il padre è quella specie di Brad Pitt imbolsito.»
«Sarà imbolsito, ma guarda le mamme come gli ronzano intorno.»
Questa è una storia di fantasia
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