Conclusioni.
Pur avendo scoperto dati interessanti sul remake cinematografico, non possiamo certo crogiolarci nella falsa illusione di aver prodotto una ricerca esauriente sull'argomento. La più grande difficoltà nello studio del remake sta proprio nell'adottare un'impostazione che consenta l'emersione di tutti gli aspetti impliciti nella pratica del rifacimento cinematografico.
Non a caso molte delle opere che abbiamo confrontato esplorano il remake anche secondo diversi aspetti, che a volte travalicano gli interessi esclusivamente cinematografici. Ad esempio, è frequente l'interesse di molti studiosi nei confronti di alcuni soggetti che, dopo essere stati sfruttati nel cinema, finiscono in altri contesti: telefilm, fumetti, drammi radiofonici ecc. Così pure si interessano al procedimento inverso (1).
Altre volte ci troviamo di fronte a remakes che meritano una trattazione a parte, perché presentano caratteristiche interessanti ma impediscono un discorso più generale. Si pensi, ad esempio, a La calunnia (These Three, 1937) e a Quelle due (The Children's Hour, 1961), entrambi girati da William Wyler. Lo stesso regista nel primo film occulta, quasi fino a renderlo incomprensibile, un caso di omosessualità, per poi esplicitarlo anni dopo in un'epoca più aperta a certi temi (2).
Ma, volendo tracciare una mappa più ampia sul fenomeno del remake, abbiamo scelto un percorso attraverso la stratificazione e la migrazione del soggetto cinematografico, ritenendolo il più opportuno a svelarne gli aspetti fondamentali.
Il fenomeno che denominiamo “stratificazione del soggetto” conosce la massima espressione nel cinema americano, ed è sintomatico di un sistema dei generi ormai collaudato ed efficiente. In Europa, al contrario, la stratificazione si verifica quasi esclusivamente quando alla base dei remakes vi sono testi letterari importanti.
Questa è una storia di fantasia
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